- Codice Resta



  • nome: Codice Resta
  • descrizione:
  • contenuto:   117 fogli bianchi numerati a penna
  • argomenti: artisti del rinascimento italiano
  • dimensione del formato: 
  • caratteristiche di scrittura:
  • tipo di scrittura: italiano rinascimentale
  • datazione:
  • stato di conservazione: ottimo
  • attuale ubicazione: Biblioteca Ambrosiana, Milano

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    1635, 8 gennaio

    Nasce a Milano Sebastiano Resta. Il padre Filippo, pittore, collezionista e figura di rilievo nell’ambiente culturale milanese.


    1645

    Il giovane Sebastiano frequenta la bottega d'Arte del pittore Ercole Procaccini il Giovane, figlio del più noto pittore e padre Carlo Antonio Procaccini, molto conosciuto nell'ambito milanese. Malgrado Sebastiano fosse amante della pittura, fu sconsigliato nel continuare ad apprendere l'arte in quanto, malgrado il suo impegno notevole, il risultato del suo stile e delle sue opere erano ritenute, proprio dai Procaccini, assai deludenti.


    1660

    Si impegna negli studi e preso il seminario Maggiore di Milano, studia umanistica e filosofia per poi frequentare il collegio Borromeo di Pavia. Viene ammesso  nel collegio dei nobili giureconsulti di Milano.  Resta fece numerosi viaggi per l’Italia, nei quali incontrò collezionisti e mercanti, andando alla ricerca di dipinti, disegni e informazioni su artisti e opere. 


    1671

    Si recò a Milano in seguito alla morte del padre, passando per Bologna  per occuparsi di alcune opere d'Arte. In questo momento Sebastiano risulta essere un modesto collezionista.    


    1678 e 1679 è presente a Napoli 

    Ma il più noto soggiorno nella città partenopea avvenne nel 1683, quando si trattenne diversi mesi per assistere spiritualmente il viceré don Gaspar de Haro y Guzmán, settimo marchese del Carpio, già conosciuto a Roma, di cui curò le raccolte di disegni. 


    1690 

    Intraprese, in compagnia di Giuseppe Passeri, il «viaggio pittoresco» alla volta di Milano, cogliendo l’occasione per visitare numerosi centri dell’Umbria, della Toscana, delle Marche, dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

    Il Codice Resta o “Galleria Portatile” di Padre Sebastiano Resta è considerato, insieme al Codice Atlantico di Leonardo e al cartone preparatorio perla Scuola d’Atene di Raffaello, una delle opere più importanti della collezione milanese, di cui entrò a far parte nel 1709. Si tratta del codice cartaceo in cui il Padre Resta, grande collezionista di grafica, raccolse 289 disegni secondo  l’ambito artistico di provenienza.

    Padre Resta, collezionista e storico delle arti grafiche, raccolse e compose, durante la sua vita, un numero elevato di volumi di disegni,denominato "Galleria Portatile", per fungere da esemplare storia dell'arte del disegno. 

    Vi si trovano, divisi per scuole,  disegni di artisti famosi come;

    • Leonardo 
    • Botticelli 
    • Raffaello
    • I Carracci
    • Lattanzio Gambara
    • Guido Reni
    • Guercino
    • I Campi 
    • Il Cavalier d’Arpino 

    Relazione conclusiva effettuata presso

    Opificio Delle Pietre Dure OPD

    Il Codice  Resta è giunto presso i nostri laboratori dotato di una legatura postuma che ha fortunatamente mantenuto parte della coperta in marocchino rosso, ornata a foglia d’oro, con l’originaria fascicolazione e successione delle carte: il volume è formato da 117 fogli bianchi numerati a penna, riuniti in fascicoli cuciti su cinque nervi, su cui sono montati 284 disegni, 3 stampe e 2 miniature.

    Lo studio della legatura ha evidenziato una genesi molto sofferta del volume, con spostamento di bifolii o interi fascicoli, l'inserimento più tardo o la rimozione di singoli disegni che, assai  disomogenei per epoca, supporto e tecnica, pervennero a padre Resta in parte sciolti, in parte, già dotati di supporti secondari,oggi ancora presenti. i disegni erano incollati, in genere, al centro del foglio; quelli di ridotte dimensioni  riuniti a gruppi su una stessa pagina e quelli di grande formato sistemati su doppio foglio o ripiegati. Un piccolo nucleo, infine, è disposto sulle pagine con un montaggio “a bandiera” per rendere visibile anche il verso disegnato. Tutte le opere sono contornate, secondo il gusto dell’epoca, con strisce di carta dorata e quasi tutte le pagine contengono annotazioni manoscritte dello stesso Resta, con attribuzioni, commenti, indicazioni genealogiche.

     I disegni, esempi preziosi e altamente significativi per lo studio dell’arte grafica, lo sono parimenti da un punto di vista tecnico in quanto offrono un’ampia casistica delle tecniche grafiche in uso in ambito italiano dal XIV al XVIII secolo: dalle rare punte metalliche alle tecniche a secco o a umido quali la pietra nera e rossa, il gessetto e il carboncino, gli inchiostri, le tempere e gli acquerelli. Assai ricca anche la varietà di supporti cartacei, dalle più antiche carte preparate alle carte tinte o colorate,spesso caratterizzate da filigrane.

    Degrado

    E' senz'altro da ricondurre alla natura stessa dell'opera, al fatto cioè di contenere un numero notevole di disegni di formato diverso, riuniti nel tempo in modo poco sistematico e ovviamente più che altro in considerazione del criterio storico-artistico. La genesi costruttiva mostrava che lo stesso Padre Resta aveva cercato più volte  piccoli espedienti per evitare danni alle opere, come ad esempio, inserire carte protettive fra un foglio e l’altro oppure sistemare più disegni sulle pagine per non determinare eccessivi squilibri tra i fogli del volume.


    Il restauro

    Il restauro del Codice affidato interamente all'Officina delle Pietre Dure e del Dipartimento di Fisica Nucleare dell’Università degli Studi di Firenze, sono state condotte alcune ricerche specifiche di tipo tecnico-documentario (il rilievo delle filigrane) e scientifico, con indagini non invasive finalizzate allo studio dei materiali e delle tecniche grafiche: 

    • l’analisi degli  inchiostri metallo-gallici usati su otto disegni del Guercino tramite Fluorescenza X, Riflettografia  in IR, Fluorescenza UV e  FT-IR. 

    Si è reso necessario per le precarie condizioni conservative in cui sia la struttura del codice sia gran parte dei disegni versavano. L’opera, estremamente elaborata e problematica sia dal punto di vista museografico che strutturale, presentava aspetti conservativi molto complessi, che hanno determinato la messa a punto di un progetto di intervento atto a salvaguardare sia i disegni che l’originale configurazione del codice.

    La fascicolazione 

    Mostrava innumerevoli irregolarità, con fogli cuciti singolarmente, carte aggiunte e chiare tracce di fogli rimossi. L’ondulazione assunta nel tempo dalle pagine del volume si era trasmessa ai disegni, favorendo l’entrata della polvere all'interno del volume; le carte con le annotazioni manoscritte in molti casi apparivano corrose a causa dell’ossidazione dell’inchiostro ferrogallico. Probabilmente la legatura postuma, troppo stretta e ormai deteriorata ha determinato  dislivelli e ondulazioni, irrigidendo la piegatura delle pagine e dei fogli disegnati. Inoltre l’eccessivo peso del volume (per lungo tempo conservato evidentemente in posizione orizzontale) ha favorito lo schiacciamento dei disegni provocando gravi danni al segno grafico e alle tecniche più delicate. I disegni di grande formato erano quelli maggiormente deteriorati dato che Padre Resta, per inserirli nel volume, non esitò a piegarli, provocando danni spesso irreversibili.

    Tra i fattori di degrado esterni sicuramente è stato l’uso del codice nel tempo quello di maggior rilievo:  esternamente è visibile  la consunzione della coperta e internamente sulle pagine  le tracce di sporco, scritte, timbri e numerazioni recenti, per non parlare di dodici pagine  tagliate per  fini espositivi e poi reinserite nel volume con nastro adesivo, che ha lasciato tracce e macchie evidenti.

    L’analisi  dei disegni ha da subito evidenziato la grande difformità di conservazione tra i fogli e di conseguenza di intervenire in maniera differenziata: per i fogli in buone condizioni solo piccoli interventi di manutenzione, per i fogli più deteriorati interventi conservativi più impegnativi, comprendenti in molti casi lo stacco dei disegni dal contro fondo e per un nucleo di circa 20 pezzi ,i casi più a rischio (grandi formati ripiegati e  disegni montati “a bandiera” sulle pagine del volume, spesso a contatto diretto con altre opere),  soluzioni conservative individualizzate.


    L'analisi dei pigmenti

    inorganici usati per le preparazioni su carta in tre disegni attribuiti a Leonardo e Francesco Melzi, Pietro Perugino e Cima da Conegliano con Riflettografia in IR e PIXE; lo studio dei disegni a punta metallica presenti nel Codice  con le stesse tecniche diagnostiche.

    L’intervento di restauro (2002-2009):

    Il restauro del codice per poter essere condotto in modo corretto sia dal lato metodologico che tecnico ha dovuto tener conto delle molte e difficili problematiche evidenziate. Ponendoci come obiettivo quello di un intervento il meno invasivo possibile, che rispettasse l’unicità dell’opera nel suo insieme, sono stati staccati e restaurati solo i disegni che avevano problemi conservativi molto complessi ed evidenti. 

     Le fasi di maggiore impegno e delicatezza sono state proprio lo stacco dei disegni danneggiati, il loro restauro e il rimontaggio sulle pagine del codice. Esse hanno richiesto l’impostazione di una procedura tecnica che tenesse conto della delicatezza dei materiali costitutivi e che garantisse  comunque il rispetto della sistemazione voluta da Padre Resta.

    La prima proposta di restauro elaborata dal laboratorio dell’OPD, che prevedeva la creazione di una legatura che salvaguardasse gli elementi originali (i piatti della coperta) e consentisse, attraverso alcune modifiche strutturali della legatura un nuovo  e più agevole sistema di apertura delle pagine, metodo già adottato per il restauro di un altro celebre codice, il cosiddetto Codice Resta Piccolo, restaurato nel 2004, è stata sostituita  per volontà dell’ente proprietario  con un sistema diverso, volto a facilitare soprattutto lo studio e la fruizione dei disegni. 

    I 35 fascicoli di cui si compone il codice, a fine restauro, completi dei disegni, sono stati montati singolarmente su una struttura di cartone che funge da sostegno, li mantiene uniti e ne permette la consultazione in modo individuale, all'interno di più contenitori.  

    Per i disegni di grande formato, invece, è stato decisa una conservazione a parte, con montaggio in singoli passe-partout. Stesso sistema è stato adottato per alcuni dei fogli incollati sulle pagine originariamente “a bandiera” ma troppo delicati per essere rimontati con lo stesso sistema. I singoli passe-partout sono poi stati riuniti e conservati in una apposita scatola.

    Direzione del restauro: Cecilia Frosinini
    specialisti di Restauro: Simona Calza Gabriele Coccolini, Letizia Montalbano, Michela Piccolo

     

    Bibliografia:

    • G. Tiraboschi, Biblioteca modenese…, VI, 1, Modena 1786, pp. 234-302; G.G. Bottari - S. Ticozzi, Raccolta di lettere sulla pittura, scultura ed architettura scritte da’ più celebri personaggi dei secoli XV, XVI e XVII, pubblicata da M. Gio. Bottari e continuata fino ai nostri giorni da Stefano Ticozzi, Milano 1822, II, pp. 97-117, III, pp. 477-521; A.E. Popham, S. R. and his collections, in Old Master Drawings, XI (1936-1937), pp. 1-19; L. Grassi, Ricerche intorno a padre Resta e al suo Codice di disegni all’Ambrosiana, in Rivista del Reale Istituto di Archeologia e Storia dell’Arte, VIII (1941), pp. 151-188; G. Nicodemi, Le note di S. R. ad un esemplare dell’Abecedario pittorico di Pellegrino Orlandi, in Studi storici in memoria di Mons. Angelo Mercati, prefetto dell’Archivio Vaticano, Milano 1956, pp. 263-326; S. Resta, Correggio in Roma, a cura di A.E. Popham, Parma 1958;