Leonardo da Vinci: pittura

 

Li omini e le parole son fatti. E tu,  pittore, non sapiendo operare le tue figure, tu se' come l'oratore che non sa adoperare le parole sue.


La pittura non s'insegna a chi natura non concede, come fa le matematiche, delle quali tanto ne piglia il discepolo, quanto il maestro gliene legge.


Il dipintore disputa e gareggia colla natura.


Il pittore che ritrae per pratica e giudizio d'occhio sanza ragione è come lo specchio, che in sé imita tutte le a sé contrapposte cose, senza cognizione d'esse.


La pittura può essere insegna solo a quelli che per natura ne sono stati dotati, a differenza della matematica, in cui l'allievo impara molto più di quello che il maestro gli offre. 


La pittura rappresenta al senso con più verità e certezza le opere di natura, che non fanno le parole o le lettere, ma le lettere rappresentano con più verità le parole al senso, che non fa la pittura.


La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.


La pittura (…) non s'insegna a chi natura nol concede, come fan le matematiche, delle quali tanto ne piglia il discepolo, quanto il maestro gliene legge.


Quel pittore che non dubita poco acquista. Quando l'opera supera il giudizio dell'operatore, esso operante poco acquista. E quando il giudizio supera l'opera, essa opera mai finisce di migliorare, se l'avarizia non l'impedisce.


Chi biasima la pittura, biasima la natura, perché le opere del pittore rappresentano le opere di essa natura, e per questo il detto biasimare ha carestia di sentimento.


La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca.


Tra la pittura e la scultura non trovo altra differenza, senonché lo scultore concede le sue opere con maggiore fatica di corpo che il pittore, ed il pittore conduce le opere sue con maggior fatica di mente.