Leonardo da Vinci: natura



Ciò che non ha termine (l’infinito) non ha figura alcuna.


Data la causa, la natura opera l’effetto nel più breve modo che operar si possa.


Sì come ogni regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno diviso in diversi studi si confonde e indebolisce.


A ciascuno strumento si richiede esser fatto colla esperienza. Ciascuno strumento per sé debbe esser operato colla esperienza dond’esso è nato.


Perché vede più certa la cosa l’occhio ne’ sogni che colla immaginazione stando desto.


Fuggi i precetti di quelli speculatori che le loro ragioni non son confermate dalla isperienzia.


Chi disputa allegando (citando) l’autorità, non adopra lo ‘ngegno, ma più tosto la memoria.


Nessuna azione naturale si può abreviare.


Ogni azion naturale è generata dalla natura nel più brieve modo che trovar si possa.


La necessità è maestra e tutrice della natura. La necessità è tema (argomento) e inventrice della natura, e freno e regola eterna.


Il moto è causa di ogni vita.


Natura non rompe sua legge.


La natura è costretta dalla ragione della sua legge, che in lei infusamente vive.


Come è più difficile a ‘ntender l’opere di natura che un libro d’un poeta.


La natura è piena d’infinite ragioni che non furon mai in isperienza.


Nessun effetto è in natura senza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna esperienzia.


Ogni azione fatta dalla natura non si può fare con più brieve modo co' medesimi mezzi. Date le cause la natura partorisce li effetti per i più brievi modi che far si possa.


La natura pare qui in molti o di  molti animali stata più presto crudele matrigna che madre e d'alcuni non matrigna ma pietosa madre.


La palla della neve quanto più rotolando discese delle montagne della neve, tanto più moltiplicò la sua magnitudine.