Bernardo Bellincioni




Bellincioni Bernardo 

  • Data di nascita: Firenze il 25 agosto 1452 
  • Data di morte: Milano, 12 settembre 1492


Considerato fine dicitore del linguaggio e acuto poeta, fu molto apprezzato dalla famiglia dè Medici per le sue qualità musicali e compositive. 

Ha conosciuto personalmente Leonardo, con il quale ha stretto un vero rapporto di amicizia e un buon rapporto di collaborazione in ambito professionale e artistico.


1478 

In questa data sembra sia già alla corte della potente famiglia fiorentina dè Medici. Lorenzo nota subito nel giovane ragazzo, talento e sregolatezza. In questo periodo il Bellincioni non è ancora conosciuto e apprezzato per le sue opere e Lorenzo cerca di aiutarlo in tutti i modi. E' nota una denuncia fatta nei suoi confronti e registrata nel "libro dei condannati", (molto simile al nostro secolo all'albo dei protesti), dove appare debitore verso diverse persone. Il suo carattere non metodico e assolutamente sopra le righe è spesso frutto di indebitamenti, piccole frodi e raggiri per poter vivere e mangiare tutti i gironi. Ogni suo problema, in ogni caso, viene risolto sempre e immancabilmente dall'intervento concreto di Lorenzo dè Medici che, ogni volta, saldava i suoi debiti, comprava vestiti e per quanto possibile, cercava di riportarlo sulla retta via, ritenendolo un abile sonettista, anche se un po' scapestrato. Col fratello di Lorenzo, Giuliano dè Medici, si instaura da subito un ottimo rapporto di amicizia a tal punto che Giuliano sembra essere vittima costante per tutta la vita degli scherzi fatti dal Bellincioni. In questo periodo certamente conosce Leonardo da Vinci che era spesso ospite a palazzo dè Medici in quanto considerato da Giuliano, Bianca, Nannina quasi un fratello.  

1479

Partecipa direttamente alla guerra in atto con lo stato pontificio di Papa Sisto IV, diventando assistente di campo del capitano Roberto Malatesta, al servizio del Comune di Firenze.


1480 

Stringe sempre di più rapporto con la famiglia dè Medici a tal punto che la madre di Lorenzo, Lucrezia Tornabuoni, diventa la sua consigliera. 


1482

Lascia Firenze al seguito del cardinale Francesco Gonzaga.


1483 

E' chiamato a Mantova alla corte dei Gonzaga, famiglia lombarda molto potente. Si propone come sonettista e poeta al servizio del marchese Federico Gonzaga di Mantova.  


1483, 10 aprile

Si ha traccia di una lettera autografa scritta al marchese Gonzaga chiedendo di intercedere presso Ludovico il Moro, buon alleato dei Gonzaga, al fin di riceverlo ed offrirgli nuova ospitalità nella sua corte.


1484, gennaio

Si recò per pochi mesi presso il poeta Niccolò da Correggio.


1485

Si trovava a Milano dove rimarrà fino alla sua morte. Durante la sua permanenza a corte del duca di Milano. Le sue relazioni si svilupparono ampiamente, grazie alle conoscenze di corte del Duca di Milano e della moglie Isabella. In questo periodo conosce e approfondisce i rapporti di amicizia con i figli di Roberto Sanseverino, Galeazzo e Giovan Francesco, il generale di Lodovico Sforza, Pier da Birago, anche Piero dal Verme, il quale fu poi fatto uccidere con avvelenamento in quanto, secondo Ludovico, voleva a tutti i costi prendere possesso delle terre ducali attraverso sotterfugi.

Bellincioni, si trova a Milano su richiesta di Ludovico Sforza, il mecenate di Leonardo da Vinci, che lo volle come poeta di corte e compositore di sonetti per le feste e le cerimonie di palazzo. In quest'anno Bernardo Bellincioni e Leonardo da Vinci si rincontrano presso il castello sforzesco di Milano. Li compose innumerevoli sonetti masque allegorici e poemi che venivano recitati da attori e artisti.  


1490 

Per il matrimonio di Gian Galeazzo Sforza, erede del Ducato di Milano, con sua cugina Isabella d'Aragona, figlia primogenita del re di Napoli, Alfonso II, Bellincioni mostrò alla giovane Isabella, il suo libretto ben conservato che racchiudeva molti dei poemi che accompagnavano la cerimonia: il libretto della festa del paradiso. Leonardo in questa circostanza si è occupato personalmente di tutta la scenografia, creando tendaggi e effetti scenografici del tutto nuovi e sorprendenti per l'epoca. 


1492

Dai documenti giunti sino a noi, Bellincioni fu anche ritratto da Leonardo, ma dell'opera non vi è traccia. Per certo compose un sonetto chiamato "l'invidia della natura" sul ritratto di Cecilia Gallerani, ritratta da Leonardo, la donna che molto probabilmente è riconosciuta universalmente come La dama con l'Ermellino.


1492, 12 settembre

Muore a Milano.