Baccio da Montelupo




Bartolomeo di Giovanni d'Astore dei Sinibaldi, detto Baccio da Montelupo.

  • Data di nascita:  Montelupo Fiorentino, 1469  
  • Data di morte: Lucca, 1523 


Scultore italiano


Nato da famiglia di modeste condizioni sociali a Montelupo Fiorentino.


1479 

Inizia la sua formazione artistica presso alcune piccole botteghe di pittura e ceselleria di Montelupo Fiorentino.


1487 

Appena compiuto diciotto anni si trasferisce a Firenze, città che da subito lo affascina per il suo straordinario fermento culturale e artistico. 


1488 

Inizia a frequentare la prestigiosa scuola d'arte del giardino di San Marco, gestita dal maestro d'arte Bertoldo di Giovanni incaricato da Lorenzo il Magnifico di gestire i programmi formativi della scuola. Proprio da lui apprenderà le tecniche di scultura e lavorazione della terra, nonché delle tecniche di cottura dei vasellami. Nella stessa prestigiosa scuola studiava per esempio un giovanissimo Michelangelo, che divenne suo stretto amico. 


1492 

Con la morte del Magnifico, la scuola chiuse e Baccio trovò ospitalità presso alcuni parenti. Ricevette la prima commissione importante dai frati di San Domenico a Bologna per un Compianto, una serie di statue in terracotta, dove si era rifugiato.


1495 

In fuga da Firenze per l'arrivo delle truppe di Carlo VIII di Francia. Di ritorno a Firenze pochi mesi dopo, realizzò alcuni Crocifissi che gli diedero molta notorietà, primo fra i quali è forse quello della Basilica di San Lorenzo, poi di San Marco, della Badia di Arezzo e della pieve di San Martino a Gangalandi nelle vicinanze di Lastra a Signa. Fu un piagnone, cioè un seguace convinto di Savonarola, dopo la terribile morte del quale decise di rifugiarsi di nuovo a Bologna, dove realizzò dodici busti di apostoli in terracotta, ora nella Cattedrale di Ferrara. Compianto in terracotta, Basilica di San Domenico, Bologna.


1506

Artista ormai affermato, ricevette la commissione per alcune sculture lignee per l'abbazia benedettina di San Godenzo, delle quali resta oggi solo un San Sebastiano, particolarmente significativo perché viene generalmente considerato come anello di congiunzione fra la scultura quattrocentesca, legata a Donatello, e l'espressionismo di matrice più michelangiolesca.

1514

La consacrazione della sua carriera si ebbe con la commissione da parte dell'Arte della Seta nel 1514 della statua di San Giovanni Evangelista per una delle nicchie di Orsammichele a Firenze, opera che venne realizzata nel costoso bronzo, suo capolavoro della maturità per la potente espressione del volto e dei gesti.

1515 - 1518

Realizzò l'edicola in marmo che circonda un affresco miracoloso della Vergine nella chiesa di Sant'Agostino a Colle Val d'Elsa. Sul finire del decennio lavorò a Lucca, a partire dalla Pietà in marmo per la pieve di Segromigno (1518), opera alla quale seguirono una serie di monumenti funebri quali la Tomba del vescovo Silvestro Gigli, chiesa di San Michele in Foro, con il figlio Raffaello. Progettò anche la chiesa di San Paolino, sempre a Lucca. Gli ultimi anni sono avvolti da mistero, si presume che si sia ritirato dall'attività intorno al 1523, morendo forse a Lucca. Monumento di San Silao Museo nazionale di Villa Guinigi; Monumento a Giano Grillo chiesa di Santa Maria dei Servi).