Autoritratto di Leonardo





SCHEDA TECNICA

  • titolo dell'opera: autoritratto
  • attribuzione: LDV
  • età di Leonardo: 60 anni
  • committente: sconosciuto
  • supporto utilizzato: carta
  • dimensioni: cm 33,5 x 21,6
  • tecnica: sanguigna
  • datazione: 1515
  • stato di conservazione: buono
  • interventi di restauro: non pervenuto
  • opera portata a termine: si
  • attualmente si trova: Torino, Biblioteca Reale

 

Secondo molti studiosi questo potrebbe non essere il volto di Leonardo, piuttosto uno studio preparatorio del volto di un uomo fatto da Leonardo. Questo tipo di convinzione affiora in quanto intorno al 1510 non era usanza portare lunghe barbe e capelli in quanto non erano considerate un tratto distintivo dell'artista e tanto meno di moda per l'epoca.

Quando è stato fatto il ritratto, nel 1515, Leonardo avrebbe avuto 63 anni e in quel periodo Leonardo non utilizzava la mano destra per dipingere o scrivere, cosa che faceva con grande difficoltà. Il motivo sta nel fatto che già da qualche anno prima, una malattia aveva ridotto la capacità articolare della mano e dell'avambraccio, costringendolo di fatto, a limitare la sua attività pittorica e ritrattistica.

Il presunto autoritratto, guardandolo con ingrandimento, presenta una forte attenzione al particolare e i dettagli sono assai precisi sia nella consistenza del tratto che nell'armonia delle forme e in aggiunta, risulta essere totalmente curato in ogni dettaglio, cosa assai improbabile per Leonardo e per la sua quasi immobilità. Si tratterebbe piuttosto di uno studio di una testa d’uomo, forse uno studio preparatorio per qualche personaggio per un quadro.

Un altro dubbio che viene circa l'autenticità del ritratto e che Leonardo viene descritto diversamente in quel periodo, ma qui le strade prendono un percorso impervio in quanto ,malgrado vi siano voci tramandate nei secoli, non vi sono prove documentali a riguardo.

Tra gli studiosi Leonardeschi chi ha mosso recentemente questi dubbi è Louis A. Waldman, docente presso l'Università del Texas e studioso insieme a John Pope-Hennessy e Kathleen Weil-Garris Brandt presso l'Institute of Fine Arts della New York University che, sena alcun dubbio, afferma che "quell'uomo ritratto non è Leonardo da Vinci, piuttosto si tratta di suo zio Francesco, fratello del padre Ser Piero da Vinci.

Il disegno dell' autoritratto sembra sia stato fatto durante la permanenza su territorio francese di Leonardo alla corte del re di Francia al servizio di Francesco I.

Alla morte di Leonardo avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise, si è ha conoscenza che la maggior parte dei suoi lavori, compreso manoscritti e dipinti, viene lasciato, come da testamento originale, al suo amico e allievo che da sempre lo ha seguito ed ha appreso da lui le arti e i mestieri: Francesco Melzi.

I disegni vengono portati dal Melzi presso la residenza di Famiglia a Milano, per poi, successivamente, essere trasferiti nella Villa residenza di Vaprio d'Adda, presso Bergamo.

Purtroppo molti dei manoscritti e delle opere pittoriche iniziano a sparire dalla villa in quanto vengono regalati o venduti ad amici della famiglia (probabilmente all'insaputa dello stesso Francesco Melzi), sia dai fratelli che dai cugini, che poco mostravano di interessarsi alla cultura e alla scienza a discapito di una più pragmatica questione economica. 


1839

Giovanni Volpato, un collezionista che lo aveva acquistato forse in Inghilterra o in Francia, lo vendette a Carlo Alberto di Savoia, assieme ad altri 1584 disegni di grandi artisti come Raffaello, Michelangelo per 50.000 lire piemontesi. Dalle collezioni Savoia confluì poi alla Biblioteca Reale. 

Oggi questo autoritratto, insieme alla Gioconda, rappresenta l'iconografia Leonardesca riconosciuta in tutto il mondo.







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