Automobile


Oggi muoversi all'interno di "strumenti meccanici per il trasporto" è la consuetudine del nostro mondo e oramai non ci facciamo neanche più caso: autobus, treni aerei e ...automobili.

Proviamo ad immaginare cosa significava tutto questo in un periodo molto lontano dal nostro, esattamente 500 anni fà, dove esistevano solamente carri con i cavalli o buoi che si muovevano solo su strade dissestate con la forza motrice animale.


«Arriveremo a costruire macchine capaci di spingere grandi navi a velocità più forti che un'intera schiera di rematori e bisognose soltanto di un pilota che le diriga. 

Arriveremo a imprimere ai carri incredibili velocità senza l'aiuto di alcun animale. 

Arriveremo a costruire macchine alate, capaci di sollevarsi nell'aria come gli uccelli»


Questo è quello che scrisse De secretis operibus artis et naturae IV pubblicato nel XIII secolo Roger Bacon, conosciuto come Doctor Mirabilis, uno dei padri del metodo scientifico e filosofo. In effetti tutto questo è accaduto.



1478

Leonardo ha poco più di 26 anni quando decide di ragionare su un mezzo di trasporto o di "spostamento delle cose", un mezzo meccanico che fosse in grado di risolvere molte questioni legate al movimento. 

Per fare questo utilizza un principio di studio legato agli elastici e non, ovviamente al motore che non esisteva, considerando l'elastico stesso lo strumento in grado di immagazzinare e rilasciare energia accumulata in torsione.

Capisce che deve avere una struttura meccanica in grado di sorreggere il peso dei meccanismi che di eventuali pesi da trasportare. Immagina quindi di creare uno strumento "automatico" che non abbia bisogno di forza motrice animale, piuttosto che si muova attraverso l'energia pneumatica.

Inizia a descrivere il suo progetto sul foglio. 812r (ex 296va) inserito all'interno del Codice Atlantico dove disegna un progetto di macchina piuttosto complessa, con un "motore" composto da una serie di ingranaggi dentati, chiamati grandi ruote, che diventa il centro del propulsore. A queste ruote sono collegate una coppia di molle che hanno ,lo scopo di assorbire l'energia prodotta e utilizzarla.

Nel disegno appare anche l'idea, forse la prima nella storia, dell'inserimento di un elemento che consente al suo carro di effettuare svolte a destra e a sinistra, elemento collegato alle ruote: il differenziale. 

Nelle normali automobili, il differenziale consente il trasferimento della potenza del motore (in questo caso dell'elastico) alle ruote, ma prima che questa vi arrivi, ne rallenta la velocità di rotazione e permette alle due ruote di girare sullo stesso asse a velocità differenti. E' formato da una corona, che è una grande ruota dentata, montata tra i semiassi e che si accoppia al pignone ricevendo da questo il movimento del motore.

Inserendo questo concetto Leonardo sfrutta la trasmissione dinamica e pneumatica dell'energia agli ingranaggi che, in tal modo, sviluppano il movimento.


1938, Detroit

Secondo l'imprenditore americano Henry Ford, fondatore dell'omonima casa automobilistica, il progetto di Leonardo sarebbe stato assolutamente funzionante:

"quest'uomo (riferendosi a Leonardo) ha dimostrato con il suo marchingegno, di capire il principio del moto più di ogni altro uomo al mondo: forse è lui che è troppo intelligente, ma gli altri sicuramente troppo distratti dalla semplicità delle cose per poterle capire."

Questa frase sembrerebbe sia stata pronunciata durante  una visita alle linee 

produttive negli  stabilimenti a Detriot, 1939