Opere d'Arte: attribuzione

Trovarsi innanzi ad un opera per gli esperti è sempre una straordinaria emozione: capire, scrutando l'opera, quali possano essere quei segni inequivocabili che possano caratterizzare la mano del suo autore. Ricercare il più piccolo dettaglio ai più non visibile, cercarne il tratto, la direzione, lo stile. Il colore poi diventa un mondo a sè: il pigmento, la miscela, le tonalità..Insomma davvero un mondo fatto solo per pochi!

 
 

I criteri generali della stima di un'opera d'arte

Una critica d’arte è la valutazione di un’opera d’arte. 

Anche se è vero che il gusto artistico è relativo, ci sono alcune caratteristiche nelle opere d’arte che possono essere considerate un metro per misurare la capacità di un artista di convogliare un certo messaggio o significato del lavoro in questione. La critica d’arte viene considerata da alcuni un’arte a sé stante. Anche se ogni critico d’arte usa un approccio differente, c’è un protocollo definito per criticare opere d’arte.


Nel mercato dell’Arte non esiste (purtroppo o per fortuna) un ente ufficiale che possa fornire le quotazioni di mercato delle opere di un artista, piuttosto esistono diversi punti di riferimento che aiutano a definire le quotazioni ed a mantenerle aggiornate; essi sono: le gallerie d’arte

  • le case d’asta
  • le fiere/mercato
  • i cataloghi
  • gli annuari 
  • i più aggiornati siti internet che offrono questo servizio, spesso a pagamento. 

Siccome non esistono regole imposte da un ente di vigilanza, è possibile che le quotazioni fornite dai referenti suddetti presentino discrepanze anche notevoli, perciò per avere un’idea più realistica possibile della quotazione di mercato, occorre informarsi attraverso tutti i canali possibili.

C’è da precisare inoltre che le quotazioni non sono legate soltanto al semplice valore di mercato, ma anche ad altri aspetti di interesse artistico, storico e culturale. Infatti, bisogna tener conto della:


  • Della qualità dell’opera (poichè non tutte le opere di un artista sono di pari livello qualitativo). 
  • Delle dimensioni (in genere le opere grandi valgono più di quelle piccole, salvo eccezioni).
  • Della datazione (gli artisti hanno periodi migliori e peggiori).
  • Dello stile (ovvero se l’opera è stata particolarmente impegnativa per l’artista e ne esprime al meglio la poetica). 
  • Delle recensioni (cioè del successo critico dell’opera, delle mostre a cui ha partecipato). 
  • Del riscontro del pubblico. 
  • Della pubblicazione. 
  • Della catalogazione dell’opera.
  • Dell’indice di interesse del Mercato Artistico. 


L’indicazione di stima non corrisponde quasi mai ad un valore univoco, piuttosto viene abitualmente indicata con un valore minimo ed un valore massimo e quindi prevede un margine di discrezionalità applicabile nell’ambito della forbice di riferimento. 


Sebbene, secondo un luogo comune, l’opera d’arte debba necessariamente avere un andamento di mercato in continua ascesa, anche se lentissima e progressiva, nella realtà si verifica invece che in dati momenti un artista e quindi le sue opere possano suscitare meno interesse di un altro, perché molto dipende dalla richiesta e dall'offerta del mercato artistico. 

Ciò accade in tutti i settori dell’arte, dall'antico, al moderno e fino al contemporaneo. 

Si tratta di mercati di nicchia certo, destinati a un pubblico selezionato e colto, nei quali altri elementi di influenza sul collezionismo sono le grandi mostre, le pubblicazioni, i cataloghi ragionati, le riscoperte e rivalutazioni nonché tutte quelle iniziative promozionali che possono influire sui gusti del pubblico.

ENSBA di Parigi

Secondo l'École des beaux-arts, organizzazione che riunisce le più prestigiose scuole delle belle arti francesi, e tra queste l'École nationale supérieure des beaux-arts (ENSBA) di Parigi, fondata nel 1808 da Napoleone Buonaparte, ha stilato quelle che, secondo i loro parametri, sono le linee guida che caratterizzano il lavoro di un critico d'arte.

1. Il vero critico non giudica, capisce.

2. Il vero critico non “critica”, elogia.

3. Il vero critico non recensisce tutto e tutti, sceglie oculatamente chi presentare, non in base a quanto paga ma a quanto vale artisticamente.

4. Il vero critico legge nell’anima dell’artista, si mette nei suoi panni, comprende cosa spinge ad operare.

5. Il vero critico conosce la storia dell’arte – TUTTA – non solo quella più famosa.

6. Il vero critico studia sempre, non smette mai di ricercare la bellezza.

7. Il vero critico conosce la società e il mondo dell’arte e sa contestualizzarlo.

8. Il vero critico non si prostituisce per il guadagno e fa recensioni “copia – incolla” che vanno bene per tutti e per nessuno usando parole incomprensibili e altisonanti.

9. Il vero critico non dirà mai a nessuno che un’opera è brutta.

10. Il vero critico non lavora gratis, questo può apparire una contraddizione a quanto scritto sopra, ma se vi offre i servizi scritti sopra con onestà e capacità, vuol dire che ha speso il suo tempo per voi come qualsiasi professionista.