Anguilla

1. Provenienza


Una data precisa della loro esistenza o meglio procreazione, possiamo supporre che risalga all'anno 1777 grazie ad uno scienziato italiano di nome Carlo Mondini. Attraverso le sue osservazioni, notò un'anguilla femmina con ghiandole sessuali completamente sviluppate. Nel 1824 attraverso ulteriori osservazioni, si scoprì un esemplare maschio che fece calare definitivamente la precedente teoria. Nel 1896 grazie a due naturalisti italiani, Salvatore Calandruccio e Giovanni Battista, venne scoperta il fulcro sull'origine dell'anguilla, attraverso esemplari di un pesce piccolo chiamato Leptocephalus brevirostris (leptùs = assotigliato, e kefalè = testa).


2. Proprietà


L'anguilla è un alimento ricco di vitamina A e D


Per quanto riguarda la Vitamina A:

  • rafforza il sistema immunitario 
  • previene le malattie degli occhi

Per quanto riguarda la Vitamina D:

  • rinforza la pelle e le ossa
  • rafforza il sistema immunitario


3. Come lo utilizzava Leonardo da Vinci?


Nella cucina Medioevale e Rinascimentale, ma soprattutto da Leonardo, l'Anguilla è molto apprezzata. Nei suoi appunti Leonardo, menzionava come amava l'anguilla ed in particolar modo come veniva cucinata dal suo caro amico Donato Bramante: "cotte senza pelle per pochi minuti, intinte nel miele e succhiate" (Codice Romanoff). 

Possiamo trovare anche una sua ricetta:

Anguilla allo spiedo con alloro, chiusa in palle di polenta con cannella. 

Inoltre, nel dipinto del Cenacolo, troviamo l’anguilla condita con spicchi d'arancio, possiamo notare che vi sono più piatti presenti nel quadro che rispecchiano l'anguilla e l'arancio. Ad esempio, Giacomo sotto la sua mano sinistra, ha un vassoio, dove si può notare con più limpidezza la corposità morbida tipica dell’immagine dell’anguilla cucinata e qui appare tagliata in quattro parti con tre spezzature. Questa ripartizione sembra alludere alla numerologia della croce. 


Riferimento: Il Cibo, la Frutta e il Cenacolo