Andrea di Cioni (detto il Verrocchio)




ANDREA di Michele, detto il Verrocchio. 

  • Data di nascita: Firenze,1436
  • Data di morte: Venezia, 1488


Il padre Michele di Francesco Cioni, di professione fornaciaio e dalla sua prima moglie Gemma. Il nome Verrocchio lo prese dal suo primo maestro di bottega, l'orafo Giuliano del Verrocchio. 

Viene descritto con un carattere pragmatico, ma anche facilmente irritabile, era considerato a capo di una delle migliori botteghe di arti e di mestieri di Firenze e riconosciuto come orafo e incesellatore tra i migliori d'Europa. In vita fu il maestro di bottega di Leonardo e suo grande mentore, ma fu anche colui che proprio per colpa di Leonardo, smise definitivamente di dipingere, considerando Leonardo stesso, colui che fu in grado di superarlo.



Bottega del Verrocchio (Via dell'Agnolo)


Almeno dal 1451 la famiglia del Verrocchio possedeva una casa all'incrocio  di via dell’Agnolo con "Via Pentolini sive Malborghetto" (oggi via de’ Macci). 

Qui Andrea del Verrocchio abitò almeno fino al 1470. In un ambiente adiacente, o comunque posto nelle immediate vicinanze, si trovava invece la sua bottega, dove lavorò anche Leonardo, la cui presenza è documentata almeno nel 1476. 

Successivamente Andrea «teneva a pensione una bottega con più abituri» in altra contrada, probabilmente dietro il Duomo, in una proprietà della famiglia dei Bischeri, dove era in precedenza il laboratorio di Michelozzo e Donatello.


1452 

Subisce un processo perché accusato di aver ucciso con una sassata il quattordicenne Antonio di Domenico.


1456 

E' la sua prima dichiarazione al catasto presso gli Uffizi delle merci per il possesso di un piccolo immobile.


1461 

Partecipa a quella che oggi viene considerata una "gara d'appalto". Vi partecipano Desiderio da Settignano e Giuliano da Maiano, presentando il progetto per una cappella nel duomo di Orvieto. A nessuno di loro venne affidato il lavoro, ma risultò essere l'aggiudicatario dell'appalto Giovanni da Meaccio.


1465 

Tra le prime opere del Verrocchio si annovera la terracotta della Resurrezione (attualmente visibile presso Firenze, Museo Nazionale).


1468 

Riceve l'incarico direttamente da Giuliano dè Medici di dipingere uno stendardo per la Giostra di Lorenzo dè Medici, stendardo andato perduto nel tempo. Nello stesso anno si occupa di creare una lampada alta decorata e rifinita in bronzo per la Sala dell'udienza in Palazzo Vecchio a Firenze.


1469 

Gli viene commissionata la palla per la cupola di S. Maria del Fiore. A riguardo esiste la testimonianza scritta negli appunti di Giorgio Vasari dove parlando del Verrocchio dice: "la fece alta braccia quattro, e posandola in sur un bottone, la incatenò di maniera, che poi vi si poté mettere sopra sicuramente la croce". In realtà, quest'opera in bronzo, che avrebbe dovuto dimostrare le capacità del Verrocchio come esperto nella fusione e ingegnere, gli venne allogata il 10 settembre 1468: ma il bottone fu dato a fare a Giovanni di Bartolomeo e a Bartolomeo di Fruosino. La palla fu collocata sul bottone il 27 maggio 1472, e rimase in situ fino al 17 gennaio 1600, quando venne colpita e atterrata da un fulmine. La nuova palla è quella che il duca Ferdinando I diede ad eseguire ad Alessandro Allori e a Gherardo Mechini.


1469/1470  

In questo periodo è datato l'ingresso in bottega del Verrocchio del giovane Leonardo. Sembrerebbe sia stato il padre Ser Piero a presentarlo al Verrocchio, in quanto entrambi si erano conosciuti tempo prima lavorando proprio per la famiglia Dè Medici, il Verrocchio come artista al quale venivano commissionate le opere artistiche e a Ser Piero in qualità di contabile. 


1472 

Eseguì anche la tomba di Giovanni e Piero de' Medici (Firenze, Sagrestia Vecchia di S. Lorenzo). 

1477 

Il sepolcro di Francesca Pitti Tornabuoni (Firenze, Museo Nazionale del Bargello), e quattro Virtù (Parigi, Museo Jacquemart-André). A partire dallo stesso anno, il Verrocchio incominciò a lavorare al monumento Forteguerri (Pistoia, duomo), tralasciato poi per recarsi a Venezia.


1480 

Il rilievo argenteo della Decollazione del Battista, per il dossale del battistero fiorentino (che gli era stato commissionato il 24 luglio 1477), ora al Museo dell'Opera del Duomo.


1483 

Leonardo inizia a lavorare all'opera denominata la Vergine delle rocce. Il suo intervento è richiesto per la definizione dell'angelo inginocchiato sulla sinistra e per alcuni fondali. Anche Sandro Botticelli sembra abbia fatto parte.


1488, 25 giugno 

Fece testamento a Venezia indicando Lorenzo di Credi quale prosecutore della sua opera.


1488, 7 ottobre

Morì a Venezia.


Al Verrocchio spettano anche:

  • La Madonna col Bambino (rilievo in terracotta, nel Museo Nazionale di Firenze, proveniente da S. Maria Nuova); 
  • Le parti principali del monumento Forteguerri (Pistoia, duomo); 
  • La Dama delle primule,e identificata con Lucrezia Donati, (Firenze, Museo Nazionale);
  • Il rilievo in terracotta rappresentante una Deposizione (Berlino, Staatliche Museen);
  • Il monumento a Bartolomeo Colleoni (Venezia, piazza SS. Giovanni e Paolo).