ANATOMIA



Quando parliamo degli studi anatomici di Leonardo, dobbiamo necessariamente rispondere alla classica domanda che da sempre circola per quanto riguarda il suo approccio agli studi anatomici:


Leonardo da Vinci considerava il corpo umano "la macchina perfetta"?

Probabilmente no!


Per capire meglio, dobbiamo considerare che Leonardo aveva un approccio "logico-sistemico" nella ricerca, cioè abituato a prendere in considerazione non solo gli aspetti principali di una questione ma anche quelli "periferici". 

Quando si approcciava a qualsiasi forma di analisi stabiliva alcuni "rapporti" dai quali mai prescindeva:


  • Principio osservativo: osservava l'anatomia umana da un punto di vista estetico;
  • Principio esplorativo: cercava di capire le relazioni tra gli elementi;
  • Principio funzionale: analizzava in rapporto tra una causa e un effetto prodotto.

Es. Se misurava un osso umano e ne descriveva le caratteristiche, spiegava secondo lui il motivo per il quale la lunghezza era quella e cosa avrebbe cambiato se fosse stato leggermente più lungo o più corto. In questo modo avrebbe creato l'analisi delle incidenze. 
Per capire in modo più semplice come affrontava la questione, possiamo descrivere il tutto il questo modo:

Una descrizione certa
Misurazione dell'osso.

Misurazione minore
Cosa avrebbe inciso nel suo funzionamento se la misurazione fosse stata più lunga?

Misurazione maggiore 
Cosa avrebbe inciso nel suo funzionamento se la misurazione fosse stata più lunga?

Principio di relazione
  • Se le misurazioni fossero state più lunghe o più corte, come si sarebbero relazionate le ossa con le altre ossa presenti?
  • In che modo avrebbero interagito?
  • Che livelli di usura avrebbero prodotto?
  • Quali vantaggi o svantaggi avrebbe avuto l'essere umano?
  • In che modo l'osso viene utilizzato?
  • E' il modo migliore per essere utilizzato?

Leonardo rispetto agli animali

Come sappiamo, Leonardo era un osservatore attento, sapeva contemplare le cose, le analizzava e certamente si è reso conto delle relazioni uomo-animale che è imprescindibile l'una dall'altro. Possiamo quindi immedesimarci nei luoghi e nel periodo di Leonardo, proprio per capire e analizzare "la fauna" con la quale può essere entrato in contatto, e partire da qui per fare un ragionamento.

Sin dall'infanzia era circondato dagli animali, sia nel Borgo di Vinci (oche, cani, gatti, asini, puledri, vacche), e certamente ha avuto modo di incontrarne altri sia nel suo periodo della fanciullezza Vinciana, nel borgo di Anchiano sia nelle campagne fiorentine. 
Sappiamo con certezza che amava i cavalli che, proprio a Vigèvigne (Vigevano) ebbe modo di vedere e cavalcare presso le scuderie del duca di Milano, sua residenza fuori le mura della città. La piccola città di Vigevano, in particolare il luogo deputato alle scuderia, si trovava presso "la Sforzesca", azienda agricola di Ludovico il Moro, dove ha certamente visto una serie di animali "da cortile", quali, capre, pecore, pavoni, falchi pellegrini, oche, cani, gatti, piccioni, maiali, etc...
Oggi conosciamo i suoi disegni e gli studi condotti su molti animali, come ad esempio lucertole, libellule, rane, topi e forse, anche per questo, il suo ragionamento lo portava a capire che la perfezione non poteva trovarsi nell'essere umano, piuttosto nel mondo assai articolato e complesso che muoveva la vita della fauna ma anche della flora.


Leonardo e lo studio delle relazioni


Forse, più di noi, Leonardo capiva esattamente che l'essere umano era semplicemente "fango della natura", in grado di essere plasmato dalla natura stessa e dai suoi minerali e, come il fango, poteva assumere forme e consistenze diverse in grado di essere plasmato e utilizzato.


...La terra è il cuore della vita, perchè essa abbraccia l'acqua che l'appartiene...


La vita quindi non era solo ciò che ai suoi occhi si mostrava e che lui era in grado di vedere, ma anche ciò che la sua mente non poteva immaginare e ciò che immaginava non era ciò che era reale.

Osservava per ore il formicaio e le colonne che si formavano tra le formiche che portavano i semi dentro la tana e quelle che, avendoli depositati, uscivano ordinatamente, quasi fosse un ciclo infinito: il tutto attraverso un ordine, un tempo e un modo degno del calcolo solo di un abile ingegnere urbanista, scorciatoie.

Sapeva perfettamente che la macchina umana da sola era una grande potenza in quanto poteva muoversi in ogni lato, saltare e correre, portare pesi e persino nuotare, ma... Non volare.

Secondo i suoi studi e le sue intuizioni oggi si può affermare che Leonardo sapesse dei limiti umani e la sua convinzione derivava proprio dall'osservazione degli elementi naturali, dei moti della natura e degli animali che in essa vivevano, cacciavano e procreavano. 

Era talmente consapevole che in molte sue novelle, ne cita le gesta e i limiti, sempre inferiori agli uomini, e ne paragona gli aspetti in modo ironico e scanzonato.


Di cosa si era reso conto davvero Leonardo?


Capacità di blocco: Leonardo era a conoscenza che gli Arabi addestrano i Falchi sacri (Falco cherrug) per cacciare le gazzelle della sabbia e sapeva che il falco Sacro non pesava più di 1,5 kg, a differenza di una gazzella gazzella che supera anche i 20 kg! Inimmaginabile quindi che un essere umano di 80 kg fermi un peso di 1700 kg (una tonnellata e mezzo).


Velocità verticale:
sapeva bene che il falco pellegrino, frequente nelle zone del Montalbano, era uno straordinario "volatore". In effetti può volare mantenendo una velocità pari a 96 km/h, e la sua "picchiata" verso la possibile preda può raggiungere 387 km/h. Questa velocità era assolutamente impensabile per la costituzione ossea e scheletrica umana.

Velocità di crociera:
anche il croccolone, uccello non molto aerodinamico di medie dimensioni, piuttosto comune in alcune varianti della sua specie nell'area toscana introno al '400, è in grado di completare una traversata transcontinentale  in 48h, senza nessuna sosta di riposo, volando continuamente per circa 6.000 chilometri a 97 chilometri orari. L'uomo non potrebbe affrontare tale prova, in quanto andrebbe incontro ad arresto cardiaco.


Capacità di sollevamento: una formica comune può sollevare fino a 110 volte il suo peso per circa 3 minuti. Seguendo lo stesso principio un uomo di 80 Kg dovrebbe essere capace di sollevare, per tre minuti consecutivi, 8.800 kg (equivale a 176 frigoriferi tutti insieme), cosa impossibile in quanto al raggiungimento di 490 kg per 3 minuti, imploderebbe la colonna vertebrale per la compressione dinamica!


Capacità di slancio: vedendo il nibbio partire da terra verso il volo verticale, molto probabilmente si è domandato come fosse in grado di farlo visto che il nibbio ha uno stacco di 6m/sec con una progressione decuplicabile dopo i 22 metri. Impossibile che un uomo sia sottoposto, senza protezione e senza ossigeno, a tale pressione, in quanto andrebbe incontro a morte immediata per collasso cardiaco e polmonare.


Sviluppo della velocità: la velocità di un pesce, di una formica, di una farfalla e di altri animali con i quali Leonardo è entrato in contatto, sono decisamente superiori di gran lunga a quella umana di almeno 30-40 volte. L'esser umano non può superare, senza ausilio e supporti tecnici, la massima velocità di 48kmh.


Capacità di scatto: lo scatto dell'uomo partendo da fermo, in relazione alla sua massa e alla sua altezza è inferiore ad almeno 50.000 specie di esseri viventi in natura.


Capacità di salto: l'uomo non è fatto per saltare, mentre le cavallette comuni che Leonardo ha visto, possono saltare fino a 20 volte la lunghezza del loro corpo. Ma certamente sappiamo che ha studiato le rane, che possono saltare fino a 50 volte, eppoi le pulci, sino a 35 volte la loro dimensione e il loro peso.


Capacità visiva: Leonardo conosceva molto bene la capacità visiva limitata dell'uomo, talmente limitata da trovare delle soluzioni (mai trovate), per migliorare la focalizzazione. Il falco, il fagiano, il cane e il gatto, le capre e i rettili, hanno una capacità visiva superiore di almeno 250 volte quella dell'uomo e in certe specie esiste anche la visione notturna.


Capacità tattile: la capacità dell'uomo di distinguere un oggetto col tatto è inferiore alla maggior parte degli animali presenti sul pianeta terra.

Capacità olfattiva: attraverso il canale olfattivo l'essere umano può distinguere "un odore" ordinario fino ad una distanza di circa un Km (trattandosi di effetti derivati da combustione senza essere in grado di classificarne il contenuto e la consistenza), mentre un cavallo, un topo, un serpente, il cane o gli uccelli e i pesci (tutti animali che Leonardo conosceva), hanno un olfatto notoriamente più sviluppato.    


Ovviamente questi dati sono stati parametrati con le conoscenze di Leonardo che ben conosceva i limiti umani. 

Leonardo era tutto fuorchè uno stupido da non capire che l'uomo era limitato se relazionate al mondo animale, ma sapeva anche che l'uomo nella sua limitatezza, era in grado di fare ciò che altre specie non erano in grado di produrre.
Conoscendone i limiti, ha cercato nel Codice sul volo e sugli uccelli, di aiutare l'uomo nel soddisfare il suo sogno: quello di volare.

Sapeva anche che l'essere umano era degno di esplorazione e che occorreva conoscere "il di dentro" per conoscere "il di fuori". 

I suoi studi, contrariamente a quanto si pensa, non miravano a trovare soluzioni ad eventuali malattie umane o dare risposte ai medici, dei quali Leonardo non aveva molta stima in quanto li riteneva poco più che fattucchieri, piuttosto avevano lo scopo di capire il funzionamento meccanico del corpo e quali fossero le relazioni dirette e indirette tra causa ed effetto.

Leonardo capì, forse prima di altri, che la vera "macchina perfetta" è sempre relazionata alle funzioni che deve compiere in funzione dello sforzo-beneficio, sia umana, artificiale o naturale e se oggi fosse in vita, probabilmente si occuperebbe di robotica.
Decide quindi per lungo tempo di dedicarsi all'uomo e ai suoi misteri, cercando di dare le spiegazioni argomentate alle logiche dei movimenti, studiandone i limiti e superarli, e per fare questo, occorre un grande lavoro meticoloso, attento e profondo che dovrà portarlo ad una definizione "corretta" e non approssimativa delle "leve" che producono nell'essere umano lo sviluppo delle funzioni. 


Leonardo ha prodotto molti studi sull'anatomia umana, studi eseguiti in un periodo tra il 1487 e il 1513. Quantunque solo nella seconda parte della sua vita poté acquisire un conoscenza più dettagliata attraverso le dissezioni. 

Nei suoi codici Leonardo ha appuntato i testi che prediligeva leggere, quelli che secondo lui gli hanno consentito di raggiungere una maggior conoscenza che poi ha sviluppato attraverso l'applicazione sperimentale. 

Sappiamo che Leonardo non conosceva il latino, lingua fondamentale per poter accedere al mondo accademico di allora e non conosceva nemmeno il greco, largamente utilizzato proprio in ambito scientifico. 

In qualche modo riuscì a farsi un idea precisa dei "basamenti del pensiero greco", riuscendo a estrapolare il principio filosofico di Ippocrate, Aristotele, Platone e Galeno, sebbene interpretate dai punti di vista di Avicenna e Mondino. 


Leonardo è letteralmente affascinato dalla "macchina delle perfezioni" come lui la definisce, che sicuramente ritiene complessa e ancora segreta, dove crede fortemente che al suo interno vi si nasconda l'intreccio tra anima e corpo fino a giungere alla sorgente dello spirito e al senso della vita stessa. 

Il suo pensiero infatti è che l'uomo deve affrontare la conoscenza completa di se stesso che avviene attraverso una consapevolezza che ora non ha, ma che in futuro sarà possibile ottenere. 


1502 e 1507, Firenze 

Risulta che il suo impegno è focalizzato in particolar modo sullo studio delle forze che si relazionano ai muscoli e all'apparato scheletrico: qui infatti riproduce una serie di tavole molto precise che offrono, per la prima volta in quel periodo, una vera" fotografia" anatomica dell'essere umano.


Leonardo parte dal principio che l'essere umano sviluppa sempre due momenti: 

  • Momento statico: l'uomo è fermo;
  • Momento dinamico: tutti i suoi movimenti.

Da questi due principi comincia ad analizzare il "collegamento armonioso" tra muscoli, ossa e nervi, tutti in grado di coordinarsi sotto una spinta di moto, ma non sa ancora cosa ci sia "dentro" che fa muovere il tutto in maniera cosi sinergica e armoniosa. 

Cerca di comprendere quanto sforzo viene prodotto per muovere il tutto, ed è convinto che esiste un "lungo e interminabile collegamento elastico" che permette ad ogni uomo di allungarsi e di restringersi, proprio come un elastico. 

Ragionando sull'elastico, probabilmente si convince che le ossa, i tessuti e i nervi, siano collegati assieme proprio a formare una estensione naturale delle cose e che questo permetta all'individuo in buone condizioni fisiche, di poter svolgere oltre che le normali funzioni, come ad esempio camminare o correre, salire le scale o arrampicarsi su un albero, di attivare una serie di funzioni che estendono la sua forza e la distribuiscono laddove necessità in modo matematico.


1480 

Leonardo si trova a Milano, alla corte di Ludovico il Moro e continua i suoi studi sull'essere umano ed è deciso a entrare nei meandri più nascosti, motivato da uno spirito che va oltre la curiosità, piuttosto si indirizza verso la ricerca pura della meccanica umana, pronto ad evidenziare e a comprendere la sua complessità e la sua armonia.

La medicina e i sapienti di quest'epoca, hanno un approccio verso il corpo umano assolutamente approssimativo in quanto mancanti di una vera e profonda conoscenza delle funzioni interne, mancano anche le descrizioni dei particolari e non si conoscono abbastanza tutti gli aspetti che compongono l'intero corpo umano. 

Certamente Leonardo si mette alla ricerca di testi di anatomia per cercare di colmare le sue lacune e le lacune che la stessa medicina dimostra, in quanto le cure destinate ai pazienti sino a questo momento, sono considerate medicamentose, fatte con impacchi ai sali e alle erbe, suffumigi ai vapori e per quanto riguarda le grandi ferite, si passa direttamente all'amputazione dell'arto, dove nella maggior parte dei casi, il malato muore per il sopraggiungere di infezioni. 

Lui stesso, visitando lo spetale della "casa Granda di Milano" (oggi ospedale di Niguarda) e lo Spetale di Firenze, si rende subito conto che esiste una sterminata teoria che spiega i sintomi delle malattie, ma non la causa. 

Quando ha modo di parlare con i medici della sua epoca, si accorge che hanno una visione estetica della malattia o del danno che essa produce e che stabiliscono la gravità del danno in funzione a quanto esso sia visibile dell'occhio umano e da quanto sia esteso sulla pelle e questo, per loro, e sufficiente per stabilirne la gravità o, quantomeno, indicarne la tipologia di derivazione. 

Lui non è molto d'accordo con questa visione, visione che contesta e ritiene ancor figlia di un medioevo fatto di credenze e di percezioni, e crede fermamente che la conoscenza approfondita di ogni cosa, sia figlia di una spiegazione argomentata e certa, e non di una supposizione teorico-empirica dei medici per i quali non nutriva nessuna stima. 

Quasi certamente Leonardo non sviluppa le sue ricerche sul corpo umano sino a giungere alla dissezione dei cadaveri come ha già fatto in passato, spinto dalla volontà di poter curare le malattie conoscendone le dinamiche meccaniche del corpo, piuttosto affronta questo grande scenario con la consapevolezza del vero ricercatore del "micromondo", al quale interessa stabilire dei rapporti di causa, effetto, azione e reazione, attraverso un approfondimento meccanico del copro umano, in quest'epoca, del tutto sconosciuto. 


Leonardo, nelle teorie anatomiche, attribuisce al corpo umano i tre stadi, ognuno imprescindibile dall'altro:

  • Le ossa;
  • I muscoli;
  • Gli organi.

Inizia quindi un opera maestosa fatta di disegni particolareggiati per l'epoca, miniature e appunti riguardanti i suoi studi effettuati attraverso la dissezione di cadaveri "freschi" disseppelliti dal cimitero. Per questa pratica Leonardo è accusato di negromanzia.


1508 e 1513, Milano 

I suoi studi proseguono sullo studio particolareggiato di tutti gli organi interni e approfondisce i principi di circolazione del sangue all'interno delle arterie e delle vene, nonché gli studi sul muscolo cardiaco e la circolazione sanguigna.

Leonardo è solito osservare i comportamenti delle persone e lo fa sempre con grande attenzione, soffermandosi su ogni piccolo gesto del corpo: quando portano un peso sulle spalle o quando il corpo cammina in modo affannato, oppure quando si piega per zappare la terra, dilatando la muscolatura e incontrando la spinta della la forza di gravità verso il basso. 

Certamente osserva l'uomo quando corre e quando riposa, osserva le sue espressioni facciali come effetto ad una reazione di ira o gioia, di disgusto o di piacere, e fa tutto questo annotandolo nei suoi taccuini.



L'immagine sopra illustrata non di Leonardo, rappresenta "la macchina umana" nei tre stadi da lui ipotizzati. 

Tutti e tre gli stadi sono interdipendenti, ma ognuno con le proprie caratteristiche e dinamiche che devono essere individuate, conosciute e capite dell'essere umano, non solo per la cura della persona, ma per ilo raggiungimento di un più alto lignaggio. 


LE TAVOLE ANATOMICHE di Leonardo da Vinci


I disegni di anatomia di Leonardo, definiti intorno al XVII le "tavole anatomiche Leonardiane", sono quanto di più straordinario possa essere creato nella sua epoca. 

Sono un insieme di disegni in piccolo formato, dove Leonardo utilizza la tecnica di copiatura che consiste nel copiare fedelmente un corpo o un oggetto e la tecnica di approssimazione dinamica, cioè ipotizzare un movimento in estensione avendo calcolato le misure esatte di quel corpo in fase di riposo (allungamento del braccio o torsione).

Alcune tavole sono molto realistiche da sembrare delle fotocopie reali di radiografie del nostro tempo, dove sono riportati i suoi appunti e considerazioni relativamente all'attribuzione di peso, forza, spostamento e asse. 

Altre tavole sono dei semplici abbozzi, schizzati velocemente forse per essere ripresi in altre occasioni, dove sono indicati appunti riassuntivi da approfondire con maggiore calma.

Quasi tutte le tavole anatomiche di Leonardo sono presso la Queen’s Gallery di Londra, presso una stanza (non si conosce quale) che affaccia sui giardini interni dell'ala est di Palazzo Buckingham di proprietà della regina Elisabetta, stanza strettamente sorvegliate da un complesso sistema anti intrusione e da guardie armate. 

Con approvazione recente del Parlamento Britannico, la direzione della Royal Collection ha ricevuto l'autorizzazione anche dall'alta corte reale, per rendere visibile attraverso il sito ufficiale, tutte le tavole anatomiche in loro possesso.

Guarda i singoli studi di Leonardo cliccando sulla foto qui sotto